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Michele FINA www.michelefina.ilcannocchiale.it
 Assessore Ambiente Provincia di L'Aquila Segretario DS Federazione Marsica
La Marsica Con Veltroni ambiente, innovazione, lavoro
LA LISTA
Michele FINA Segretario Federazione DS Marsica, Assessore Ambiente Provincia di L'Aquila Filomena TANCREDI Lega Arcobaleno contro le barriere Vincenzo NUCCETELLI Sindaco di Scurcola Marsicana Annalisa DI PIETRO Vice Sindaco di Canistro
Una lista giovane, innovativa, rappresentativa del territorio, equilibrata ed in perfetta sintonia con ciò che Walter Veltroni intende per il Partito Democratico
Stiamo costruendo il Partito Democratico nella Marsica Abbiamo iniziato il lungo viaggio che ci porterà il 14 ottobre alle elezioni della costituente del Partito Democratico. Molte le iniziative che faremo in comune con i partiti politici, con le associazioni, con i cittadini. Walter Veltroni
 Dario Franceschini
 Stefania PEZZOPANE
 Giovanni LOLLI

 Il DIARIO

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Il 14 ottobre come si vota Occorre presentarsi al seggio territoriale di competenza fra le ore 7 e le ore 20 di domenica 14 ottobre con la carta di identità o documento equipollente e con la tessera elettorale (non è richiesta ai minorenni ed ai cittadini stranieri), dichiarare di voler partecipare alla costituzione del Partito Democratico e versare almeno 5 euro a testa quale contributo alle spese (soltanto 2 euro per chi ha meno di 25 anni alla data del 14 ottobre 2007). Agli elettori saranno consegnate due schede: una per l’elezione nazionale e una per quella regionale. Ogni scheda presenterà tanti riquadri quanti saranno le liste presentate nel collegio. Ogni riquadro conterrà nell’ordine: il nome o logo della lista, il nome del candidato Segretario nazionale o regionale sostenuto dalla lista, i nomi dei rispettivi candidati all’Assemblea Costituente nazionale o regionale. Il voto si esprime apponendo un unico segno in un qualsiasi punto di uno dei riquadri.
10 cose concrete per il Partito democratico di W.Veltroni
Il Partito democratico nasce per porre un argine a questa deriva, nella quale la politica stessa finisce per alimentare l'antipolitica, e per avviare, con la sua stessa costituzione, un'inversione di tendenza: dalla divisione all'unità, dall'invadenza alla sobrietà, dall'arroganza inconcludente alla forza dell'efficienza e della produttività. Per dare concretezza a questa linea di lavoro, il Partito democratico al quale penso si impegnerà seriamente a fare dieci cose concrete. Primo: superare l'attuale bicameralismo perfetto, assegnando alla Camera la titolarità dell'indirizzo politico, della fiducia al governo e della funzione legislativa e facendo del Senato la sede della collaborazione tra lo Stato e le autonomie regionali e locali. Senato e Camera manterrebbero potestà legislativa paritaria nei procedimenti di revisione costituzionale. Secondo: operare una drastica riduzione del numero dei parlamentari, coerente con la specializzazione delle due camere: 470 deputati e 100 senatori porterebbero l'Italia al livello delle altre grandi democrazie europee come quella francese alla quale sempre di più dobbiamo saper guardare. Terzo: riformare la legge elettorale, in modo da ridurre la assurda frammentazione e favorire un bipolarismo basato su competitori coesi programmaticamente e politicamente. Il governo sarebbe così capace di assicurare l'attuazione del programma per il quale è stato scelto dagli elettori, come in tutte le grandi democrazie europee. E, infine, la ricostruzione di un rapporto fiduciario tra elettori ed eletti, mediante la previsione per legge di elezioni primarie per la selezione dei candidati. Tutto questo è ora reso ancora più necessario dalla positiva sfida del referendum. Quarto: rafforzare decisamente la figura del Presidente del Consiglio, sul modello tipicamente europeo del governo del primo mini-stro, in modo da garantire unitarietà e coerenza all'azione di governo e coesione alla maggioranza parlamentare, attribuendogli, ad esempio, il potere di proporre nomina e revoca dei ministri al Presidente della Repubblica. Quinto: rafforzare il sistema di garanzie nel sistema maggioritario e bipolare, in modo da scongiurare qualunque rischio di dittatura della maggioranza o di deriva plebiscitaria, prevedendo quorum rafforzati per la modifica della prima parte della Costituzione e per l'elezione delle cariche indipendenti, uno Statuto dell'opposizione, l'attribuzione alla Corte costituzionale delle controversie in materia elettorale, norme rigorose contro il conflitto d'interessi. Sesto: previsione di una corsia preferenziale, con tempi certi, per l'approvazione dei disegni di legge governativi e voto unico della Camera sulla legge finanziaria nel testo predisposto dalla Commissione Bilancio, sulla falsariga dell'esperienza inglese. Settimo: escludere nei regolamenti parlamentari la costituzione di gruppi che non corrispondano alle liste presentate alle elezioni e rivedere le norme finanziarie che oggi premiano la frammentazione, comprese quelle sul finanziamento pubblico dei partiti e della stampa di partito. Ottavo: completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali, con uno sguardo particolare alle grandi aree metropolitane. Nono: attuare l'articolo 51 della Costituzione, prevedendo almeno il 40 per cento di candidati donne e di capilista donne a pena di inammissibilità delle liste. Il Partito democratico applicherà alle proprie liste la quota del 50 per cento. Decimo: riconoscere il voto ai sedicenni per le elezioni amministrative, valorizzandone l'apporto di freschezza e di entusiasmo essenziale per la rivitalizzazione della democrazia e al tempo stesso la funzione di responsabilizzazione, di socializzazione e di apertura, essenziale nel delicato percorso dall'adolescenza alla maturità. Si tratta, come è ovvio, di proposte aperte, che implicano un iter non semplice di revisione costituzionale e legislativa, che a sua volta presuppone la convergenza di un ampio schieramento di forze. Molte legislature sono trascorse invano, da quando il tema della riforma della politica, delle sue regole, delle sue istituzioni, è entrata nell'agenda del paese. Ora la crisi di autorità della politica sta diventando un'emergenza democratica. Il Partito democratico al quale penso nasce per riportare l'Italia tra le grandi democrazie d'Europa. È una urgenza assoluta. Se non vogliamo che si avveri la lucida profezia di Calamandrei.
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15 aprile 2008
I veri vincitori
Premetto: Berlusconi ha vinto le elezioni su tutto il territorio nazionale e quindi oggi rimane solo da fare considerazioni di tipo politico, che nei prossimi giorni faremo e in modo approfondito. Io voglio solo dire come mai, ed è la prima volta, nelle tabelle dei risultati elettorali sono spariti i dati delle ultime elezioni politiche? So che i partiti in campo erano diversi e quindi non era facile il confronto, ma sarebbe stato utile per es. vedere quale era stato il risultato di margherita e DS e radicali e dall'altra parte Fini, Berlusconi, Mussolini, pensionati, Pizza ecc. Perchè se si fa quest'analisi, ho la sensazione, che i veri vincitori sono: Bossi, Veltroni, Di Pietro e Casini e politicamente questo ha il suo peso per il futuro. Bossi condizionerà fortemente la sua coalizione (già stanotte stava facendo, assente Fini, la lista dei ministri ad Arcore) e poi il federalismo fiscale con la conseguenza che le regioni ed i comuni centro meridionali dovranno aumentare le tasse e poi Malpensa e poi tutto il resto. Veltroni invece ha messo i suoi paletti per un grande partito riformista europeo anche in Italia e questo, da solo, è già un ottimo risultato, Bisogna dirlo se la geografia politica ha subito un terremoto chiarificatore e definitivo è solo merito di Walter e del Partito democratico. Da qui bisogna partire per fare opposizione ma anche per costruire il nuovo nella società per far diventare nel prossimo futuro anche l'Italia un paese normale
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14 aprile 2008
Nuovo sito e nuovo blog
Consulta il nuovo sito e il nuovo blog del Partito Democratico della Provincia dell'Aquila
http://www.partitodemocraticoaq.it/
http://partitodemocraticoaq.go.ilcannocchiale.it/
PDL'Aquila
| inviato da enzodurbano@hombres.it il 14/4/2008 alle 9:56 | |
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27 novembre 2007
Il primo segretario del PD Provincia di L'Aquila
Michele FINA
eletto segretario provinciale del partito democratico
Ma allora qualcosa si muove nel verso del vero rinnovamento!
pdmarsica
abruzzo
Fina
| inviato da PDmarsica il 27/11/2007 alle 16:9 | |
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22 ottobre 2007
importante risultato per la lista con Veltroni
La lista Con Veltroni nella Marsica ottiene un importante risultato e riesce ad eleggere al Consiglio Nazionale del PD Michele Fina e Mena Tancredi Il risultato è ancora più importante se si pensa che la lista ha dovuto fare i conti con armate messe su senza badare a spese e pronte ad impallinare chiunque. La lista capeggiata da Michele Fina è riuscita ad ottenere lo stesso risultato di eletti, delle altre, solo con la buona politica e con l'impegno di moltissimi giovani e soprattutto senza spedere soldi. Di fornte all'attacco che viene da una'ampia parte della società civile contro gli sprechi della politica, l'elezione di Michele e Mena sono un'utile risposta. Adesso inizia la vera battaglia affinchè i tanti Michele e Mena, eletti con lo stesso sistema in tutta Italia ed insieme a Veltroni, si possa cosrtruire finalmente un partito dei cittadini per una politica giusta a favore dei più deboli, per l'innovazione e nel rispetto dell'ambiente.
A tutti i cittadini (oltre 3.300) che hanno votato per la lista Con Veltroni un ringraziamento di cuore e un appello affinchè possano vigilare sulla correttezza e sulla trasparenza del Partito democratico.
Un apprezzamento anche alla lista capeggiata dal Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco che, con un confronto civile, è riuscita ad ottenere un ottimo risultato con l'elezione di due esponenti nel Consiglio Nazionale.
pdmarsica
con veltroni
cdnazionale
| inviato da PDmarsica il 22/10/2007 alle 17:40 | |
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27 settembre 2007
LA LISTA CON VELTRONI DELLA MARSICA
La lista della Marsica "Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro"
   Michele FINA Segretario Federazione DS Marsica, Assessore Ambiente Provincia di L'Aquila Filomena TANCREDI Lega Arcobaleno contro le barriere Vincenzo NUCCETELLI Sindaco di Scurcola Marsicana Annalisa DI PIETRO Vice Sindaco di Canistro
Una lista giovane, innovativa, rappresentativa del territorio, equilibrata ed in perfetta sintonia con ciò che Walter Veltroni intende per il Partito Democratico
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3 settembre 2007
L’Abruzzo ai tempi del PD: innovazione e libertà
L’orizzonte immobile che caratterizza la nostra società è il limite allo sviluppo del Paese. C’è bisogno di cambiamento e innovazione, di creatività e libertà di iniziativa. Il Partito Democratico deve produrre cambiamenti profondi. Nel sistema politico, ma prima ancora nelle idee, nelle strategie, nella mentalità di chi opera nell’interesse generale. Dobbiamo guardare avanti con l'ambizione di scrivere una pagina nuova della lunga vicenda italiana. Il Partito Democratico dovrà farsi organizzatore della volontà di futuro dell’Italia e degli italiani.
In vista delle primarie del prossimo 14 ottobre, quando attraverso la partecipazione attiva di donne e uomini potrà nascere una forza politica adeguata a stare nel nostro tempo, bisogna fare in modo che il PD appaia realmente come la forza che può coniugare libertà, merito, conoscenza, opportunità, uguaglianza, cittadinanza, qualità del lavoro e della produzione, qualità ambientale. Vogliamo un PD che rappresenti l'innovazione che sfida vecchi e nuovi conservatorismi e punta a cambiamenti radicali. Un partito nuovo che sappia garantire una cittadinanza autentica, diritti, dignità delle persone. Un partito che promuova l’impegno e che combatta ogni rendita di posizione.
Perciò è maturata la volontà di contribuire a raggiungere questa idea di PD lavorando a strumenti ed idee che rappresentino la novità nella candidatura a segretario di Walter Veltroni. Uno spunto che abbia il significato dell’innovazione e del cambiamento che sta nascendo in tutta Italia e che anche in Abruzzo è possibile costruire, perché anche in Abruzzo è necessario costruire le condizioni per una democrazia partecipata e praticata, nella quale le associazioni, il volontariato, i sindacati, i giovani amministratori e i giovani impegnati in politica, le forme nuove e le nuove esigenze della cittadinanza attiva abbiano voce e ruolo. Il PD deve impegnarsi a liberare gli spazi della politica e creare le condizioni per fare spazio a ragazze e ragazzi che vogliono provare ad essere protagonisti e confrontare le proprie idee con le esigenze di cambiamento.
Voler creare un partito del nuovo secolo, un partito politico nuovo che abbia una agenda politica con priorità inedite, ma necessarie, vuol dire per le classi dirigenti essere disposti a mettersi in discussione. Vuol dire rifuggire le logiche degli uomini forti, riaffermando la virtuosità di parole come confronto, pluralità e collegialità. E così nella costruzione del PD nulla deve essere deciso a tavolino, ma tutto deve essere oggetto di un dibattito realmente aperto e democratico. Riaffermare il valore morale della politica e affermare un rinnovato spirito civico nella società sono possibilità non astratte solo se si accetta un vero confronto delle idee anche all’interno delle forze politiche. Non è più il tempo dei rapporti di forza che trovano la propria ragione negli interessi specifici di gruppi organizzati, ma è invece oggi la nuova stagione dell’interesse generale da perseguire. Vogliamo un confronto di merito sulle questioni. Ragionare di cosa è utile per l’Abruzzo insieme ai cittadini. Rifiutare la pratica delle dazioni “facili” di denaro pubblico alle quali preferiamo la programmazione e gli investimenti nell’innovazione, pratica ancora poco celebrata nella pubblica amministrazione.
È giusto che a ragionare del merito delle questioni si cominci ora. Ed è giusto che si cominci a partire dall’occasione straordinaria che queste primarie rappresentano. Allora quanto visto fin qui nella costruzione del PD non basta. Ci vuole più apertura e più discussione rinunciando alle vecchie liturgie di partito e scegliendo con coraggio la via della discussione democratica per la scelta dei candidati alla segreteria del PD abruzzese, una discussione che oggi appare slegata dai temi e dai valori che è necessario condividere. Per questo vogliamo lanciare un forte segnale di apertura nelle liste che concorreranno alla formazione dell’assemblea nazionale e dell’assemblea regionale del PD ragionando con tutte e tutti sull’idea che ci sia un candidato alla segreteria abruzzese del PD che possa essere -perché no- il più giovane d’Italia che sia segno di una reale volontà di innovazione e raccogliendo le esigenze delle donne e degli uomini che condividono la volontà di parlare di ambiente, diritti sociali, ruolo delle giovani generazioni, conoscenza, merito, ricambio delle classi dirigenti. La priorità è che la discussione sul PD viva di tematiche e non solo di equilibri e alleanze. Come affermato da Veltroni non vogliamo un partito dove ci si chieda “con chi stai?”, ma vogliamo invece un partito nel quale ritrovarsi e rilanciare la discussione sulle priorità della politica.
Che ciascuno dica la propria. E che ciascuno partecipi a costruire il nuovo Partito Democratico per fare in modo che sia possibile una nuova stagione.
pdmarsica
abruzzo
| inviato da PDmarsica il 3/9/2007 alle 11:20 | |
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1 settembre 2007
Nasce il Comitato Marsica per Veltroni
Nasce anche nella Marsica il “Comitato per Veltroni”. A costituirlo sono diversi esponenti di Ds, Margherita, Alleanza Riformista, e rappresentanti dell’ Associazionismo e della società marsicana: liberi professionisti, lavoratori, studenti, pensionati.
“Sosteniamo la candidatura di Walter Veltroni perché condividiamo il progetto che porta con sé per il futuro dell'Italia e della politica nazionale.
Ad accomunarci è anche la convinzione che l'appuntamento delle primarie del 14 ottobre sia una grande occasione di esercizio della democrazia. Un avvenimento come la nascita del partito nuovo, il Partito democratico, avrà indubbiamente una portata storica, perché i suoi contenuti nasceranno dal confronto aperto a tutti coloro che vorranno esserci.
Per questo invitiamo tutti i cittadini, soprattutto i giovani, a entrare nel comitato: per promuovere insieme la candidatura di Veltroni e per conoscere le loro idee e aspettative sul partito che nascerà anche qui nella Marsica”.
Il comitato presenterà a breve “Dieci Idee un Progetto” della “Marsica per Veltroni” e l’elenco dei primi aderenti. Il comitato, alla fine del suo percorso di lavoro, approverà definitivamente il manifesto e le liste che il 14 Ottobre sosterranno la candidatura di Walter Veltroni a Segretario Nazionale del Partito Democratico.
Per adesioni e informazioni, contattare i numeri 0863.444128/ 335.1574374, visitare il sito www.pdmarsica.ilcannocchiale.it oppure scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica pdmarsica@alice.it.
Democratici di Sinistra La Margherita Alleanza Riformista Ass. L’Ulivo Selvatico Altre Associazioni e singoli Cittadini
| inviato da PDmarsica il 1/9/2007 alle 15:37 | |
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23 agosto 2007
Veltroni: no a spartizioni, ok solo a liste aperte
Lettera aperta a Fassino e Rutelli dopo una giornata di incontri
(Apcom) - il Pd, dice oggi, non potrà essere trattato come una "cosa privata"; l'elezione dei dirigenti locali non potrà avvenire secondo logiche spartitorie o di cooptazione; l'ok all'apparentamento verrà dato solo a quelle liste che risulteranno 'aperte', 'plurali' e 'innovative'. E proprio per favorire la costruzione di liste 'plurali' Veltroni proporrà nei prossimi giorni un elenco di nomi "autorevoli e indipendenti".
Veltroni, che ieri aveva avuto contatti con Francesco Rutelli, oggi ha avuto una giornata di colloqui. In mattinata ha incontrato Ermete Realacci, per parlare di quelle liste 'ambientaliste' che il sindaco di Roma apprezza molto.
Veltroni inizia la sua lettera affrontando il tema delle liste: l Pd dovrà essere "un partito nuovo, in cui nessuno arrivi con forme organizzate o correnti", e per questo "decisiva risulterà la composizione dell'assemblea costituente". Per favorire una vera apertura alla società civile, aggiunge, "nei prossimi giorni mi permetterò di indicare, a chi nelle diverse realtà regionali si sta organizzando per sostenere la mia candidatura, un'ampia rosa di centinaia di nomi di personalità che rappresentino le qualità migliori della società italiana. Personalità autorevoli, indipendenti". Con l'avvertimento: "E' questo, per me, un punto decisivo, pregiudiziale: non potrò infatti sottoscrivere l'apparentamento a liste che non rispecchino tali caratteristiche di pluralismo, di innovazione e di apertura".
Quindi, il sindaco di Roma dice no a spartizioni o cooptazioni per dirigenti locali: va "contrastata anche la sola impressione che si intenda procedere alla scelta dei nuovi dirigenti attraverso pratiche di cooptazione, centralistiche e spartitorie". Veltroni non trascura nemmeno di raccogliere la provocazione lanciata da Salvatore Vassallo, che aveva manifestato il proprio disagio a sentirsi 'a casa propria' alle feste dell'Unità: le feste di partito, dice, andranno "ripensate", per garantire la costruzione di una "identità collettiva".
Veltroni, poi, sembra bacchettare il tesoriere Ds Ugo Sposetti quando parla della necessità di "dire con chiarezza che è giunto il momento di riportare la nostra spesa pubblica per il finanziamento dei partiti ai livelli del resto d'Europa".
pdmarsica
liste aperte
| inviato da PDmarsica il 23/8/2007 alle 10:7 | |
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20 agosto 2007
De Gregori abbandona Veltroni
Vi propongo non solo interviste a favore ma questa di De Gregori rilasciata ad Aldo Cazzullo e pubblicata su "Il Corriere della Sera" mi sembra esilarante.
Partendo dal fatto che De Gregori come chiunque altro ha diritto di dire e votare chi gli pare penso di poter dire che ho sempre apprrezzato De Gregori per le sue canzoni, molto meno per le considerazioni di ordine generale, in questa intervista lo apprezzo ancora meno perchè la trovo non molto veritiera (come si fa a dire che Roma con Veltroni sindaco non è migliorata), un po saccente, particolarmente presuntuosa (in fondo Tardelli è stato un poeta del pallone almeno quanto lui della canzone, perchè considerarlo in modo così spregiativo...) e poi mi infastidisce l'ingenerosità perchè ricordo anni fa quando Walter lo difendeva sempre in ogni luogo e trasmissione radiofonica o televisiva o sui giornali.
De Gregori: amico di Walter, non lo voterò Il cantautore: il modello Roma? Città bellissima non certo per merito suo. Alle primarie del Pd sosterrò la Bindi
Francesco De Gregori, tutti i giornali la arruolano sotto le bandiere di Walter Veltroni. È davvero così?
«È vero che sono amico di Veltroni, da tantissimi anni. Se mi metto a contarli, sono più di trenta. Ma essere arruolato mi dà un po' fastidio. Un conto sono gli amici, un conto i simpatizzanti ».
Lei non simpatizza?
«Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se lo capissi. E finora non l'ho capito. Non sono molto d'accordo con certe cose che Veltroni dice e fa. Lui ha una grossa capacità di comunicare, di proporsi come elemento di novità. Ma quel che dice spesso è difficile da afferrare, da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il contrario di tutto. Mostra una grande ansia di piacere, di essere appetibile a destra e a manca, che magari gli porterà molto consenso ma è poco utile a capire cosa sarà davvero il Partito democratico».
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«Veltroni si presenta come un uomo nuovo, ma lo è fino a un certo punto. Veltroni è uomo navigato. Ha percorso abilmente la politica italiana degli ultimi trent'anni. Ora la sua candidatura è stata avanzata e sostenuta da poteri forti e consolidati, sempre gli stessi degli ultimi decenni. Non è l'homo novus tanto atteso. Mi convince poco anche questo clima di aspettativa, per cui tutti a dire che Veltroni è una risorsa, che Veltroni è l'uomo della Provvidenza... Non è scontato che sia il più adatto a fare voltar pagina al Paese; così come non dovrebbe essere così scontata la sua vittoria».
È un buon sindaco di Roma, no?
«Tutti parlano di modello Roma. Ma Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il tappeto. I grandi problemi di una grande città — traffico, sicurezza, legalità — sembrano più spesso elusi, che affrontati e risolti. Va da sé che Roma è bellissima, da San Pietro al Colosseo; ma certo non è merito di Veltroni».
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Vede anche pericoli per Veltroni?
«Lui sa coltivare la sua immagine. Ha una grande potenza mediatica. Molti giornali fanno il tifo per lui. Proprio per questo, dovrebbe guardarsi dalla sovraesposizione ipertrofica. Deve stare attento ai veltroniani. Perché a volte i veltroniani sono controproducenti».
Chi sono i veltroniani?
«I Bettini, le Melandri, quando partono lancia in resta contro i nemici. "Chi attacca Walter semina veleni...". Ma dai! La ragazza deve stare attenta prima di parlare. E poi i Tardelli... Come si fa a essere contro Tardelli, il vincitore del Mundial? Ma l'Italia oggi è un paese sbandato, che ha bisogno di ricette meno spettacolari e più amare. E non so se Veltroni sia in grado di proporle. Al Lingotto non l'ha fatto. Forse lo farà da qui al 14 ottobre. Me lo auguro, perché l'idea del Partito democratico non è affatto male. La parola è bella, affascinante; ma non ci si può limitare alla scorza. La si deve riempire di contenuti, perché la gente vada a votare».
Quindi il progetto del Partito democratico la interessa?
«Sì. Mi auguro che le primarie abbiano successo. Che il nuovo partito ci porti fuori dalla politica stagnante di questi anni, non dia risposte ma ponga domande, conquisti credibilità, sappia chiedere sacrifici. Che stia lontano dalle paludi e dai pascoli consociativi, e nello stesso tempo stia lontano da una sinistra fondamentalista, sempre più decrepita e deprimente».
Lei voterà alle primarie?
«Credo di sì. E penso che voterò per Rosy Bindi, che mi sembra la vera novità di tutta questa storia. Dà l'impressione di essere più propositiva, più incisiva, più dirimente, più chiara. Più disposta a rischiare l'impopolarità. Più in grado di farsi dei nemici. Perché abbiamo bisogno di un leader che sappia farsi anche nemici, non solo amici».
Mi perdoni la malizia: non è che voi amici della prima ora siete un po' ingelositi dagli scrittori, dagli sportivi e da tutti questi ammiratori arrivati dopo, con cui Veltroni ha molto legato?
«Lei mi fa un torto intellettuale se pensa che possa essere geloso della Melandri o di Tardelli ».
Per chi volesse leggere l'intervista completa http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/19/degregori_bindi_veltroni.shtml
de gregori
pdmarsica
| inviato da PDmarsica il 20/8/2007 alle 18:23 | |
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13 agosto 2007
Una intervista di Cacciari al mattino di Padova
Una intervista del Sindaco di Venezia dura ma da condividere, voi cosa ne pensate?
Il sindaco di Venezia stanga l’organizzazione centralistica: «Neanche Hitler è stato eletto così. Almeno noi ribaltiamo questo cliché»
Cacciari: «Nomi nuovi, scelte audaci»Per il segretario regionale il Veneto non segua l’esempio romano
VENEZIA. «Siamo partiti con il piede sbagliato. Seguendo come sempre logiche romane e centralistiche. Ma adesso niente furberie: il segretario veneto del nuovo Partito democratico deve essere eletto dai veneti, senza imposizioni nazionali e liste contrapposte. E magari con un voto trasversale. O cambia la musica oppure li mando tutti a quel Paese. Di vecchi rituali non abbiamo proprio bisogno». Non è ancora archiviata la lunga notte del ponte di Calatrava e Massimo Cacciari, sindaco filosofo tuttofare, ha già cambiato il cappello. Smesso l’elmetto da operaio con cui ha seguito tutte le fasi di montaggio del nuovo ponte sul Canal Grande, indossa quello da condottiero e battagliero punto di riferimento del nuovo Pd. Un grillo Parlante che a Roma desta anche un po’ di fastidio nella nomenklatura del centrosinistra. Ma che resta un punto di riferimento, anche culturale, indiscutibile per chi fa riferimento al centrosinistra. Cacciari ha criticato duramente lo scarso interesse «federalista» del governo Prodi verso il Nord e il Veneto, e poi la disattenzione alle richieste che venivano dal Lombardo veneto. L’inadeguato numero di ministri e viceministri, il taglio dei fondi e il mancato ascolto quando da sindaco ha chiesto invano di modificare il progetto Mose. Adesso arriva il Partito democratico, che scompiglia i vecchi partiti e crea nuove alleanze. Dalla teoria siamo alla conta delle (future) tessere. Dei candidati segretari e del peso che avranno nel nuovo organigramma del partito che nascerà con il primo congresso del 14 ottobre. Pronti a partire, dopo un mare di polemiche. «E’ positivo che finalmente si sia arrivati alla fase operativa. Ma il nuovo partito sconta due grossi limiti. Insomma, capisco che c’è da festeggiare il 14 ottobre e le primarie di Prodi. Ma non si parte con il piede giusto, anche se il tempo per correggere c’è. Chi più vive vedrà». Quali sarebbero questi limiti? «Il primo grande peccato è che in questa fase non c’è stato alcun serio dibattito sulla linea politica e sui programmi. Sull’identità e la collocazione culturale ed europea di questa nuova forza». C’è tempo per rimediare al congresso di ottobre. «Solo in parte. Perché, ed è anche logico, quando partirà la campagna elettorale vera e propria non ci sarà più molto tempo per i contenuti. Prevarrà la competitività tra le liste e i candidati». Il secondo limite? «Il modo con cui si è deciso di arrivare al congresso con il segretario già eletto. Il congresso dovrà solo ratificare una scelta già fatta. Neanche Hitler è stato eletto così, nessun partito usa questo metodo. E poi è anche un meccanismo inutile oltre che strano: chi poteva essere il nuovo segretario se non Veltroni? Quando si fanno scelte simili ci sono anche delle conseguenze». Che significa? «Che sarebbe stato bello fare liste provinciali con caratteristiche federalistiche. Che poi si sarebbero coalizzate al congresso sulla base di programmi. Invece non è stato così. E la conseguenza è che il gioco è diventato centralista. Tutto si coordina al centro. Ed è un grande errore, perché si doveva lasciare grande libertà a livello locale sulla formazione delle liste». Il federalismo insomma è ancora una volta in secondo piano. «Diciamo che la caratura federalista di questo partito già ai primi passi trova qualche difficoltà. Perché le candidature e le liste che li appoggiano si sono decise a Roma. Letta, la Bindi, Veltroni, con cui adesso si schiera anche una lista ambientalista come Ermete Realacci, Giovanna Melandri e molti dell’ex sinistra Ds». Che fine ha fatto la lista dei coraggiosi lanciata da Rutelli, a cui Lei ha aderito con Chiamparino e Penati? «Faremo un documento in appoggio a Veltroni che richiama la logica federalista. Diremo quello che avremmo fatto». Per il Veneto chi appoggerete alla segreteria? «Deve essere molto chiaro che a livello regionale non potremo seguire lo stesso schema del nazionale». Cioè? «La maggioranza che eleggerà il nuovo segretario regionale dovrà essere larga e trasversale, non legata alle correnti. Io auspico che ne facciano parte anche coloro che a Roma appoggiano la Bindi e Letta». Se no? «Se no li mando tutti a quel Paese. E non dico per dire. I segretari veneti di Ds e Margherita lo devono dire chiaro, che rifiutano la logica romana e le imposizioni dal centro. Da questo dipenderà il mio impegno nel nuovo parttito. Se no, farò l’iscritto e basta». Qualche idea per il nuovo segretario? «Ci vuole una scelta audace. Deve essere un giovane, un volto nuovo. Meglio se non lo conosce nessuno piuttosto di vedere le solite facce. E bisogna già pensare tutto in funzione delle elezioni regionali del 2010 e della sfida al centrodestra». Nomi? «Nomi ce ne sono tanti. Vedrei bene ad esempio un ticket uomo-donna, il segretario Ds Naccarato, il sindaco di Roncade Simonetta Rubinato. Ma ce ne sono anche altri. Si può fare, si deve fare se vogliamo davvero cambiare». Lei è fiducioso. «E’ una strada obbligata. Consiglio ai dirigenti dei partiti di guardarsi bene intorno e di provarci. Se cominciamo di nuovo a pensare alle careghe è davvero finita».
pdmarsica
cacciari
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| inviato da PDmarsica il 13/8/2007 alle 10:36 | |
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